Autore: Mila Hincheva

NULLITÀ DI OPERAZIONI E TRANSAZIONI NEL CORSO DELLA PROCEDURA DI FALLIMENTO

I. Nullità relativa nei confronti dei creditori
Nella procedura di fallimento è prevista la possibilità per i creditori di garantire il mantenimento della massa dei beni fallimentari. L’art. 646 della Legge Commerciale regola l’istituto di nullità relativa delle seguenti operazioni e delle transazioni nei confronti dei creditori fallimentari, qualora svoltesi successivamente alla data di apertura della procedura fallimentare ed eseguite non secondo la legge:
– l’adempimento di un obbligo, sorto prima della data della decisione di apertura della procedura fallimentare;

TRASFORMAZIONE TRAMITE MODIFICA DELLA FORMA GIURIDICA

I. Disposizioni generali: Le società possono essere trasformate per fusione (incorporazione), riunione, scissione e separazione, nonché modificando la forma giuridica (per es.: società a responsabilità limitata in società per azioni o viceversa) e se non diversamente previsto dalla legge, dette società possono essere di forma e natura differente. Al momento della trasformazione, i soci o gli azionisti delle società trasformatrici diventano soci o azionisti di una o più delle società di nuova costituzione e/o incorporanti e le quote (o le azioni) acquisite dopo la trasformazione devono essere equivalenti al valore delle quote (o delle azioni) detenute prima della trasformazione.

ESECUZIONE SUL BENE “QUOTA di SOCIETÀ A RESPONSABILITÀ LIMITATA” (S.r.l) E CONSEGUENZE PER LA SOCIETÀ

I. La procedura in generale.
La quota societaria rappresenta una porzione di proprietà nella società, che corrisponde al titolo di proprietà riconosciuto al socio ha sottoscritto nel capitale. La quota rappresenta l’esistenza di un rapporto associativo, che comprende diritti e doveri patrimoniali e non patrimoniali (diritto di voto, diritto di partecipazione agli affari sociali, ecc.). Le quote societarie possono essere trasferite, per atto tra vivi o mortis causa, e divise.In realtà, le quote possono anche essere oggetto di esecuzione a favore dei creditori del socio proprietario. Ci concentriamo su un caso che ricorre con frequenza, ovvero al pignoramento di quota si S.r.l. e alle conseguenze per la società.

ACCORDO STRAGIUDIZIALE CON I CREDITORI NELLA PROCEDURA DI FALLIMENTO

Nel corso della procedura concorsuale, la legge consente al debitore di concludere un accordo stragiudiziale con i creditori, che è un accordo multilaterale tra il debitore e tutti i creditori con crediti accettati nella procedura fallimentare. Detto accordo può essere concluso in qualsiasi momento della procedura concorsuale.

Il quadro giuridico di tale accordo è disciplinato dall’art. 740 della Legge Commerciale, che dispone quanto segue:

PEGNO SPECIALE E PEGNO COMMERCIALE

Il presente contenuto ha lo scopo di presentare caratteristiche dei due principali tipi di garanzia nel campo del diritto commerciale – il pegno particolare (“speciale”) e il pegno commerciale.
 I. Pegno particolare.
Questo pegno è regolato nella Legge per i pegni particolari (entrata in vigore con GU n. 100/22.11.1996).
Il pegno particolare/speciale trova sempre fondamento sulla base di un accordo inter partes, in quanto la normativa vigente non prevede ipotesi di pegno speciale che possano scaturire ex lege.

Sulla base, quindi, di un contratto di pegno speciale, il creditore può essere soddisfatto in via preferenziale sui beni sui quali è costituito il pegno (sempre in caso di inadempimento dell’obbligazione garantita).

DEFINIZIONE DEI LIMITI TEMPORALI DELLA RESPONSABILITÀ DEL FIDEIUSSORE SECONDO LA SENTENZA INTERPRETATIVA N. 5 DEL 21.01.2022 DELLA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

In considerazione della necessità di coerenza giurisprudenziale e della corretta applicazione della normativa in materia di fideiussione e rimborso delle obbligazioni pecuniarie, strumenti ampiamente utilizzati in ambito bancario e nelle numerose cause nei confronti dei debitori garantiti, la Suprema Corte di Cassazione ha emesso una sentenza interpretativa -№ 5 del 21.01.2022 in riscontro alla seguente questione:

ESECUZIONE FORZATA DEI CREDITI DI PUBBLICI IN CASO DI INSOLVENZA DEL DEBITORE

Nel momento in cui viene dichiarato il fallimento di un soggetto debitore, esistono delle regole speciali per il recupero dei crediti proprio di enti pubblici, le quali vengono disciplinate dal Codice di procedura tributaria e previdenziale (DOPK).

La procedura ha il fine di garantire la preferenza a favore dei crediti degli enti pubblici, nei casi in cui, unitamente alle procedure esecutive avviate ai sensi del DOPK, siano aperte procedure concorsuali.

PRONUNCIA DI NULLITÀ DI UNA SOCIETÀ COMMERCIALE

Il presente contributo vuole mettere a fuoco la procedura (e le conseguenze) dalla dichiarazione di nullità della costituzione di una società commerciale.

L’istituto della nullità della costituzione di una società commerciale è regolato nell’art. 70 della Legge commerciale che dispone quanto segue:
“La costituzione della società non è valida quando è stata commessa una delle seguenti violazioni:
1. non esiste atto costitutivo o non è stato redatto nella forma prescritta dalla legge;
2. in caso di società per azioni o società in accomandita con azioni quando mancano i requisiti di cui all’art. 159 e 163 [la legge impone come requisito obbligatorio per la costituzione di società per azioni di indicare nello Statuto un importo preciso del capitale e la forma scritta dello statuto]…;

L’APPLICAZIONE DEI GREENPASS NELLA PROSPETTIVA DELLA NORMATIVA VIGENTE A PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

A livello di Unione Europea è stato adottato il Regolamento sul certificato digitale COVID-19 (Reg. (UE) 2021/953 del 14 giugno 2021), il quale è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri a partire dal 1 luglio 2021 (con termine di efficacia previsto per il 30 giugno 2022).

Il suo scopo è rendere sicura la libera circolazione dei cittadini all’interno dell’UE durante la pandemia causata dal c.d. COVID-19.

Il certificato previsto dal citato Regolamento riporta un codice QR interoperabile e leggibile dai dispositivi elettronici, che deve essere reso disponibile sia su supporto cartaceo sia su supporto digitale.

USCITA VOLONTARIA DEL SOCIO DALLA SOCIETÀ

PROCEDURA E QUESTIONI CONTROVERSE SUL VALORE DELLA QUOTA
In virtù dell’art. 125, par. 2, della Legge Commerciale è prevista la possibilità per ciascun socio di recedere volontariamente dal contratto di una società a responsabilità limitata tramite un preavviso scritto di (almeno) tre mesi. Il termine inizia a decorrere dal momento in cui la società ha ricevuto la comunicazione.
La durata del termine è disciplinata per legge non in termini imperativi e il contratto societario può prevedere un maggiore e diverso termine.